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Claudio di Manao - Subacqueologia - un ebook per Nina
  
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  Subacqueologia - Un ebook per Nina
Nina

Claudio di Manao risponde ad alcune domande in occasione dell'uscita di Subacqueologia - un ebook per Nina.

A pie' pagina trovi il link per scaricare l'ebook direttamente da Amazon.

Qui in alto a destra trovi, tra gli allegati, un paio di brani scelti in anteprima per iniziare a leggere Subacqueologia.

 


1) Un ebook per Nina, un'idea grandiosa! raccontaci... hai conosciuto Nina?

Nina è una bambina tenerissima di tre anni circa e dal musetto simpatico che ha altre caratteristiche importanti: è la secondogenita di Isabella e Andrea, due cari amici subacquei, Isa tra l’altro, ha in comune con noi una lunga esperienza di istruttore sub a Sharm el Sheikh, a Sinai Divers. Nina ha una sindrome polimalformativa probabilmente unica al mondo. Sembra che neanche gli screening che si fanno in anticipo, durante la gestazione, l’abbiano rilevata. Questa sindrome costringe Nina a continui interventi chirurgici anche durante l’accrescimento, visite e viaggi in tutta Italia, con grande dispendio di tempo e di risorse economiche per una famiglia che s’è costruita la casa da sé, voglio dire con le mani mamma e papà, strappando caparbiamente spazi dov’era possibile. Ora Isabella è una madre che ora non è più in grado di lavorare, non ne ha più il tempo. Sono due genitori fortissimi, e anche Maya, Acqua in arabo, l’altra bambina, lo è: paziente e attenta anche lei, ma non si sono persi d’animo. Isabella, per sostenere le cure alla bambina s’è inventa un blog magnifico, dal taglio ironico e commovente: in viaggio con Nina. Sono sicuro che qualcuno si chiederà se ci si trova in imbarazzo ad incontrare una bambina con certe difficoltà. Beh, incredibilmente Nina è una bambina simpatica, tenera, gioiosa. E’ molto capace con i tablets :-). Ma non potrebbe sopravvivere a lungo senza le innumerevoli cure e interventi di cui ha bisogno. E così ho deciso di donare l’account di questo e-book direttamente a Isabella, la mamma. Gli utili andranno direttamente sul suo conto.


2) Subacqueologia ha un'autorevolissima prefazione, firmata Massimo Boyer, fotografo, biologo e autore...

Si', ho chiesto per scherzo a Massimo di scrivere la prefazione ad un libro che tutto sommato è la parodia di un testo scientifico, e lui l'ha fatto. Massimo Boyer ha detto di questo libro:

"Subacqueologia di Claudio Di Manao va a colmare un vuoto nella letteratura dedicata alla subacquea. Il libro è infatti una vera e propria guida illustrata e dà inizio ufficiale a una nuova scienza, che descrive, delinea e addirittura tenta di unire in una rivoluzionaria teoria sistematica i principali tipi di subacqueo che a tutti potrebbe succedere di incontrare durante le proprie immersioni. La guida è dedicata non solo al subacqueo, esperto o novizio, ma anche a pesci e coralli, che finalmente potranno avere un aiuto per classificare anche loro quello che vedono.

Il mondo della subacquea è colmo di autori che si prendono troppo sul serio, che sentenziano piuttosto che scrivere, che tuonano dal loro pulpito invece di scendere in mezzo alla gente a raccontare. È un mondo che ha bisogno di leggerezza, di qualcuno che ci faccia ridere in un modo sano e intelligente. In questo senso siamo grati a Claudio Di Manao, che a partire dai suoi lavori precedenti da Figli di una Shamandura fino ad arrivare a Subacqueologia, inserendosi nella tradizione anglosassone capace di prendersi in giro in modo surreale, quella per capirci di Douglas Adams (Guida Galattica per Autostoppisti) e dei Monty Phython, ci ha sempre aiutati a sorridere di noi stessi. E continua a farlo in modo magistrale, raccontandoci delle caratteristiche, dei tic, delle deviazioni di tutte le specie discendenti dal Subaquaticus jurassicus, in una serie di schede illustrate con dovizia di dettagli, e con i disegni originali dell'autore.

Un avviso per i lettori: non aspettatevi la fredda e totale correttezza politica. Un'opera che descrive le differenze tra i subacquei, che derivano dalla formazione culturale e subacquea, non può esimersi dal mettere in evidenza tali differenze anche a rischio di scontrarsi con l'ipocrisia del politically correct (e qualcuno in Italia lo ha fatto notare). Per contro GO RED SEA ha curato la traduzione dell'opera in 6 lingue, e il favore dei lettori internazionali dimostra chiaramente che la prosa di Claudio Di Manao è apprezzata sotto ogni latitudine.

Far ridere è molto più difficile che lodarsi o piagnucolarsi addosso. Per questa ragione secondo noi Subacqueologia dovrebbe avere un posto di rilievo nella biblioteca di ogni sub, purché sia ancora capace di sorridere di sé."


3) Come e' nata l'idea di classificare i subacquei e di farne un manuale?

L’idea è nata molto tempo fa, su uno spunto di Hal Vaughan, scrittore, diplomatico e inviato speciale. Hal mi propose di scrivere ‘visti dai pesci’. Era una idea divertente, iniziammo ma la storia non prese corpo. Ci fermammo ad un paio di dialoghi tra pesci, dialoghi molto disneyani. Poi mi venne in mente che non c’era una guida per ‘identificare i subacquei’. In quei giorni mi regalarono ‘le guide xenofobe’. Le saccheggiai, letteralmente. Struttura e taglio erano quello che volevo. Finito con i miei furti ho iniziato a scrivere e a proporre. Lo proposi come rubrica ad una rivista subacquea con la quale avevo ottimi rapporti. Era il 2004, credo. La risposta fu: ‘Bella, ma questa è una rubrica che si tira dietro un sacco di letteracce, polemiche e rimbrotti. I subacquei italiani sono suscettibili!’ Non mentiva, lo avevo già capito frequentando i forum subacquei italiani: liti e incazzature. Sembra che in Italia si possa far ridere solo alla Massimo Boldi, facendo l’idiota 'gnegenegnè', oppure pigliando per il culo i politici. Ci voleva un pubblico internazionale, quindi Subacqueologia uscì per Go.Red.Sea Magazine, milioni di lettori in Inglese, Tedesco, Italiano, Russo, Francese, Spagnolo... Il manuale, rispetto alle precedenti pubblicazioni, ha qualcosa in più: è stato arricchito di illustrazioni, oltre 20 tavole che (spero) aiutino pesci e coralli nel difficile compito di identificazione dei sub, ma anche sub e divemaster a conoscere le specie più esotiche.


4) Parliamo in termini scientifici di teoria dell'evoluzione della specie subacquea: "nature" oppure "nurture"? Ci nasciamo cosi' o lo diventiamo secondo te???

Che domanda intelligente e colta che mi fai! Eh, già: le caratteristiche acquisite si trasmettono? Questo dilemma che ogni tanto rispunta nella genetica! Secondo me la faccenda è tutta nell’imprinting, quindi nurture. Ne hai due: uno come subacqueo, uno come istruttore. In questo senso io sono un cormorano che crede di essere un albatros, cioè un sub italiano cresciuto dagli inglesi. Un nido del cuculo. Gli inglesi sono la specie che mi istiga di più a lanciare battute feroci. E anche viceversa...


5) Sia come guida che come dive buddy: qual'e' la tua specie preferita? E quella che proprio non sopporti?

La mia specie preferita? Da portare sott’acqua, vediamo… il Kaiserdiver maximus, cioè il subacqueo tedesco :-) I tedeschi sono quelli che in aereo si leggono il tutto manuale sulle specie endemiche, tutta la guida alle immersioni. Sono i subacquei più colti e preparati, ma anche i più disciplinati. E quindi sono quelli che si divertono di più, che ottengono il massimo dall'immersione. Non cercano imprese, né eroismi. Sanno quello che vogliono e hanno le norme di sicurezza nel DNA (nature). Li adoro.

La 'specie' che non sopporto? Mi verrebbe da dire… quella specie trasversale, transnazionale, cioè gli stronzi. Ma alla fine se non ci fossero loro io… di cosa scriverei? Di subacquei buoni? Di giornate che vanno tutte bene, tutte magnifiche e senza intoppi? Sarebbe più irreale di una sit-com sulla buona famiglia americana! Esistono gli stronzi, fanno parte della realtà. E la realtà supera sempre la fantasia. La realtà è anni luce più divertente, interessante, affascinante della fantasia. Almeno per quanto mi riguarda… poi, che dirti: a me è sempre andata così. Quindi in un certo senso sono grato anche a quei subacquei che m’hanno fatto incazzare. Sperando di tornare a fare la guida solo per i tedeschi, ovvio :-)


6) Progetti futuri? Ci puoi anticipare qualcosa?

Ogni volta che anticipo qualcosa… la situazione si rovescia. Sto curando la versione digitale di tutti i miei libri, autonomamente, quindi come self-publisher. E questo è un dato di fatto, c’è poco da rovesciarsi. Un film. Vorrei che Figli di una Shamandura diventasse un film. Finora sono stati in tanti a proporsi, ma nessuno è mai arrivato al sodo. Son quelle cose che non dipendono da me e basta, ma da troppe cose che non posso controllare. Per questo ti dico: sto digitalizzando tutto, in formato kindle e ebook. Questo lavoro dipende da me e basta. Non c’è nessun altro coinvolto, neanche il mio editore. Quindi, chi legge può contarci sul serio.

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