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Biologia Marina - Vertebrati-Pesci cartilaginei- CARATTERISTICHE GENERALI - Pesci Cartilaginei -
  
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   CARATTERISTICHE GENERALI - Pesci Cartilaginei -

I Pesci cartilaginei, come tutti i Pesci (e come tutti i Vertebrati), hanno una colonna vertebrale come struttura di sostegno. Utilizzano per la respirazione l’ossigeno disciolto nell’acqua attraverso particolari strutture (branchie). Il corpo è ricoperto da scaglie di varia forma e con colorazioni differenti e presenta una grande quantità di cellule mucipare.
Gli organi propulsivi sono le pinne che servono anche per dare stabilità durante il nuoto. Le pinne si dividono in impari (dorsale, caudale e anale) e pari (pettorali e ventrali). 

La morfologia esterna, la locomozione, la forma del corpo e la velocità sono tutte caratteristiche estremamente legate tra loro.
La forma del corpo è affusolata e idrodinamica; è presente un capo con muso allungato.
Le pinne sono divise in pinne pari (pettorali e pelviche) e impari (1 o 2 dorsali, caudale, anale).
Le pinne pettorali sono rigide e contribuiscono a sostenere il peso del corpo in acqua e a stabilizzarlo, nelle specie più veloci sono ridotte per diminuire l’attrito.
La pinna caudale fornisce la spinta propulsiva con ampi movimenti laterali e ondeggiamenti del corpo; solitamente è asimmetrica e presenta il lobo superiore più sviluppato di quello inferire, ma negli squali più veloci i due lobi sono simili (squalo mako, squalo bianco, squalo smeriglio; simili anche negli squali elefante e balena forse per le lunghe migrazioni). Negli squali di fondo il lobo inferiore è solitamente regredito per facilitare gli spostamenti.
Il colore degli squali è estremamente variabile: passa dal maculato, negli squali di fondo (necessario per confondersi col substrato), al grigio o marrone con dorso scuro e ventre chiaro negli squali pelagici (per mimetizzarsi in mare aperto).

L’olfatto è infatti un organo di senso estremamente importante e i lobi olfattivi del cervello sono sviluppatissimi. Spesso gli squali sono stati definiti “nasi che nuotano”. L’acqua guidata da pieghe cutanee passa, nelle narici, in un percorso obbligato ricco di recettori olfattivi che percepiscono la presenza di sostanze chimiche anche a bassissime concentrazioni (1 parte per 10 miliardi di parti di acqua).
Gli occhi in posizione laterale assicurano agli squali un ampio campo visivo.L’occhio presenta il tapetum lucidum: si tratta di una particolare struttura in grado di amplificare la luce e consentire la visione notturna e in profondità con intensità di luce 10 volte minore di quella necessaria per noi (può’ essere oscurato da una “tenda” se c’è troppa luce). Di notte gli occhi degli squali si vedono luminosi, esattamente come quelli dei felini, ma attenzione... se li vediamo significa che siamo entrati nel campo visivo dello squalo! L’occhio può chiudersi momentaneamente per mezzo della “membrana nittitante” una specie di palpebra che copre l’occhio quando è necessario proteggerlo (per es. quando morde).
 
Come i Pesci Ossei anche i Pesci Cartilaginei presentano l'organo della linea laterale: si tratta di un organo di senso costituito da una serie di canalini disposti lungo i fianchi, sotto la superficie cutanea, contenenti cellule sensoriali cigliate, sensibili ai movimenti dell’acqua intorno al corpo provocati da onde, prede o predatori. Ogni corpo in movimento in acqua produce infatti delle vibrazioni, diverse a seconda delle dimensioni ma anche dello stato di salute dell’animale in movimento.
 
Un altro importante organo di senso sono le Ampolle del Lorenzini costituite da minuti forellini che si trovano nella regione del capo, con ampolle (3 o 5 in grappoli) piene di un gel conduttore, collegato con terminazioni nervose. Le cellule sensoriali sono in grado di distinguere campi elettrici generati da animali e di orientarsi rispetto al campo magnetico terrestre (importante durante le migrazioni transoceaniche di squali martello e balena) e in alcune razze di individuare i partner durante la stagione dell’accoppiamento. Funziona solo a piccole distanze (20-30 cm, qualche metro max).

Negli squali non è presente un orecchio esterno, per non compromettere la loro idrodinamicità, ma quello interno è ben sviluppato e riconosce suoni a bassa frequenza (come quelli emessi da animali feriti).

Gli squali hanno papille gustative simili alle nostre. ricevono sollecitazioni al contatto diretto col cibo... lo squalo stabilisce in questo modo se la preda è di suo gusto!!!
 
Gli squali sono spesso stati definiti spazzini o superpredatori, capaci di nutrirsi solo di animali morti o di qualsiasi individuo di qualsiasi specie. In realtà vanno considerati dei semplici predatori: predano gli individui più facilmente reperibili o malati e quindi meno indicati per la sopravvivenza. Non necessitano di grandi quantità di cibo (consumano meno energia dei pesci ossei): si cibano in media ogni 4-7 giorni, hanno tempi di digestione piuttosto lunghi e possiedono la capacità di conservare le prede intatte, non si sa come, per lunghi periodi. Il cibo tipico è costituito da altri pesci ossei e cartilaginei, crostacei e molluschi. Poche specie si nutrono di mammiferi (squalo bianco), altre sono planctofaghe (squalo balena, cetorino e manta). I batoidei del fondo si nutrono di invertebrati e possiedono per questo motivo potenti placche dentarie per triturarne i gusci e le conchiglie.
 
Caratteristiche fondamentali della riproduzione negli squali sono: fecondazione interna, produzione di un numero ridotto di embrioni, prolungata protezione dell’embrione (nel corpo della madre o in una capsula ovarica), assenza di cure parentali (avanzato sviluppo del neonato alla nascita). Gli organi sessuali sono evidenti nel sesso maschile: il maschio possiede infatti due organi sessuali, gli pterigopodi che si formano da estensioni del lembo posteriore delle pinne pelviche. Durante la copula solo 1 viene inserito nella cloaca della femmina. L’accoppiamento avviene in prossimità del fondo e solo se i due individui assumono una posizione adatta: nei più piccoli il maschio si avvolge attorno alla femmina (gattucci), nei più grandi devono essere affiancati, con la parte ventrale contrapposta.
Quando l’ovulo è maturo (da 1 mm a 10 cm) si sposta nella cosiddetta ghiandola nidamentale, dalla cloaca arrivano gli spermatozoi e quindi avviene la fecondazione. L’uovo fecondato viene ricoperto da una secrezione protettiva della ghiandola nidamentale.
 
Gli elasmobranchi possono essere vivipari o ovipari (razze e gattucci). I primi possono essere placentati o aplacentati. Nelle specie ovipare l’uovo è racchiuso in una capsula cornea molto resistente permeabile all’acqua e all’ossigeno. Il piccolo squalo esce già in grado di cacciare e rompe il guscio con piccole scaglie seghettate sul muso, che poi perde. Nei vivipari aplacentati la femmina produce da 1 (mante) a 300 (squali balena) embrioni contenuti in 1 dei 2 uteri (uno è atrofico). L’utero fornisce protezione e ossigenazione agli embrioni. Il nutrimento è invece contenuto nel sacco vitellino esterno all’embrione, che lentamente si riassorbe.
In alcuni batoidei e nello squalo tigre esistono secrezioni lattiginose dell’utero che vengono assorbite dall’embrione attraverso gli spiracoli; in alcuni squali l’embrione più grosso si ciba dei più piccoli (squalo toro) o di uova appositamente prodotte dalla madre (squalo volpe e Mako e, recente scoperta, anche squalo bianco).
 Nei vivipari placentati, quali i carcarinidi e gli squali martello la riproduzione avviene in modo del tutto simile a quello osservabile nei mammiferi: la madre passa all’embrione sostanze nutritizie e ossigeno e rimuove i cataboliti, attraverso una struttura molto simile al cordone ombelicale.
 
Le difficoltà nello studio di questi animali sono tuttora enormi.
Spesso considerati animali solitari, si raggruppano in gruppi numerosi, in relazione a cicli diurni o stagionali, correlati alla disponibilità di cibo e alla riproduzione.
Esiste una gerarchia dipendente dalle dimensioni, studiata nei palombi e negli squali martello, come nello squalo bianco dove i più grandi allontanano a morsi i più piccoli dalla preda, e una sottomissione delle femmine rispetto a maschi di qualsiasi dimensione.
Normalmente le popolazioni di maschi e di femmine sono separate durante l’anno, interazioni si hanno nel periodo riproduttivo: spesso i maschi nuotano col muso vicino alla cloaca della femmina, probabilmente per raccogliere informazioni sulla sua condizione riproduttiva.
 
Gli squali vengono classificati in base a caratteristiche quali: spine, denti, pinne, cranio e caratteri biochimici e genetici. Gli Elasmobranchi sono divisi in “squali”, batoidei e torpedini. Esistono circa 500 specie.

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